Guida Gratuita: Le 10 cose per fare Branding

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Fare branding significa mettere in atto un insieme di pratiche e comportamenti per migliorare e far risaltare il brand, la marca del proprio prodotto, azienda, servizio e anche se stessi (personal branding).

Quindi, lavorare per farsi conoscere e riconoscere dal pubblico di riferimento.

Il brand delinea l'identità e i valori dell’impresa e fare branding vuol dire profilare la propria identità. Un'identità che si proietta in un'immagine ben chiara e coerente nelle sue componenti.

Il web ha offerto un nuovo mondo per fare branding, ha fatto nascere nuovi canali e nuovi mezzi per lavorare su questa immagine e imprimere l'immagine del prodotto, servizio, azienda e persona nella mente dei consumatori.

Quali sono queste pratiche e politiche nell'ambito del web marketing lo potete scoprire con le 10 cose per fare branding.

1) BRAND DESIGN
La prima cosa che viene in mente quando si pensa ad un brand è il suo logo. Il logo, così come le immagini e tutta la parte grafica, fanno parte dell'identità di un marchio, di quell'immagine che vogliamo imprimere nella mente di clienti e consumatori.




Le basi di un brand potrebbero riassumersi così:
- Logo: create un simbolo che rispecchi la vostra identità e personalità in modo stilizzato, con pochi tratti. Il logo assicura immediata riconoscibilità attraverso i vari canali del marketing digitale e assicura differenziazione rispetto ai competitors.
- Schema dei colori: occorre scegliere i colori che distingueranno il marchio per essere connotato e immediatamente riconoscibile. Oltre il logo, dunque, scegliete uno o due colori che accompagneranno i materiali di marketing del brand: grafica del sito web, bigliettini da visita, gadget ecc.
- Slogan: lo slogan deve riassumere in poche parole la vostra filosofia e i vostri punti di forza in modo immediato e facile da ricordare.
Le immagini e le grafiche che utilizzate attraverso i canali digitali devono essere sempre contrassegnate da almeno uno di questi tre elementi. E possibilmente aggiungere sulle immagini l'url del sito, anche per questioni di copyright.

Per fare branding dovrete pubblicare contenuti: questi contenuti dovranno essere immediatamente riconducibili al vostro brand e un modo per farlo è utilizzare immagini personalizzate con il vostro logo.
Ad esempio, i profili social dovranno avere la stessa immagine profilo e la stessa immagine di copertina.
Tali immagini dovranno essere quelle ufficiali del brand e reperibili anche sul sito web.

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Fonte: marketingblog.giorgiotave.it


2) DOMINIO
Sembra una scelta scontata eppure anche il nome del dominio è un elemento per fare branding.
Tutte le aziende e i professionisti hanno bisogno di un sito che li rappresenti e rappresenti la loro attività.

Nel caso di personal branding la scelta migliore è utilizzare un dominio con il nome e cognome (ad esempio www.mariorossi.it). Nel caso di un'azienda vale lo stesso discorso, usare un dominio con il nome dell'azienda stessa, senza aggiungere nient'altro o optare per una contrazione del nome dell’azienda con sigle e acronimi.

Scegliendo il semplice nome dell'azienda per il vostro nome di dominio sarete avvantaggiati in due sensi: darete un'immagine di coerenza e per gli utenti sarà più facile ricordarvi.
E se avete in mente una startup, pensate bene il marchio commerciale.

Il nome non deve solo essere bello, facile da ricordare, "orecchiabile", ma deve descrivervi, deve riflettere le vostre caratteristiche e valori.


E deve distinguervi, perché è davvero facile confondersi tra la concorrenza: pensate a tutti i siti che forniscono servizi web e di social media marketing: un ginepraio di nomi molto simili che combinano le keywords social, web, marketing e ricordarne una è difficile.

Uno dei professionisti più conosciuti in Italia in ambito SEO si è distinto con il suo sito, registrandolo con il nome "SEO Garden": ha incluso la parola chiave che definisce il campo di attività, ma si è distinto affiancandovi un termine che esprime uno dei suoi valori.



3) PAGINA CHI SIAMO/CHI SONO
Uno dei modi per comunicare immediatamente l'identità e l'universo di valori che gira intorno ad una azienda o un freelance è la pagina "Chi Siamo" e "Chi sono" del sito web.
Dalle statistiche del vostro sito web potrete verificare come questa sia una delle pagine più visitate da parte degli utenti. La pagina è lo specchio digitale del brand, quindi descrivete quell'identità, quei valori, perché li nutrite, perché fate quello che state facendo.

Potete essere anche sintetici, l'importante è focalizzarsi su quello che è il cuore dell’azienda. Date valore alle persone che lavorano nell'azienda. Questo è un modo per comunicare anche il valore che date ai clienti.

Inserite tutti i vostri contatti, siate trasparenti: inserite anche contenuti interattivi per trasformare in racconti i valori e l'etica, la mission e la storia.
Guardate la sezione About di Moz.com, il Seo tool più conosciuto al mondo.
E' un vero e proprio viaggio interattivo attraverso l’azienda che comunica immediatamente la brand identity.

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4) I CONTENUTI
Nel web marketing, il brand passa anche attraverso il content marketing, cioè i contenuti che pubblicate per creare valore, intrattenere gli utenti per accompagnarli al vostro sito e convertirli in clienti, per spingere i vostri prodotti e servizi o la vostra persona come professionista.

La strategia di marketing digitale sarà sostenuta dai contenuti che consentono al brand di "viaggiare" attraverso la rete di condivisione in condivisione, accrescendo la sua visibilità.

Possiamo includervi: cataloghi, schede prodotti, comunicati stampa, guide ed e-book, audio, video, webinars e podcasts, infografiche, grafiche e presentazioni, brochure digitali.
Ma ancora recensioni ai prodotti, testi delle inserzioni e annunci pubblicitari, post dei social network e articoli del blog, applicazioni, contenuti per il mobile, eventi social, newsletter, email, white paper, casi di studio, testimonianze.

E non dimentichiamo i tradizionali materiali cartacei: biglietti da visita, brochure, volantini e manifesti. Infine gli eventi dal vivo.

Un approfondimento merita il blog: il blog permette di raggiungere il pubblico-target con il vostro messaggio e allo stesso tempo è il portavoce ufficiale dei vostri valori, sia che si tratti di un blog aziendale che un freelance.
Con il blog si guadagna indirettamente, in termini di promozione dell’azienda e fidelizzazione dei clienti.
Il blog, oltre a fornire contenuti di qualità, permette all'azienda di esprimersi in modo più approfondito rispetto ai social network e in tutte le sue sfaccettature.

Tutti questi materiali dovranno essere immediatamente riconducibili al brand, da contraddistinguerli con logo, schema colori, sloga, url del sito, stile.

Parola d'ordine: coerenza.

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Fonte: netnoc.it


5) IL BRAND SUI SOCIAL NETWORK
I profili social aziendali (o del freelance) sono molteplici e anche in questo occorre rendere coerente la presenza social dell'azienda.
Utilizzate la stessa immagine profilo e la stessa immagine copertina.

In linea di massima, i contenuti diffusi dovranno essere gli stessi su ogni canale anche se deve cambiare il modo in cui vengono presentati per adattarsi alle diverse nature dei social network.
Ma l'elemento più importante qui è "esserci, essere presenti".

Il modo migliore per fare branding sui social network è curare le relazioni con gli utenti, comunicare con loro, partecipare alle conversazioni, rispondere alle richieste di informazioni, risolvere il prima possibile le loro richieste di soluzioni di problemi.

Si possono così ascoltare i clienti e i potenziali clienti, capire le loro esigenze, andare a colmare queste esigenze con nuovi prodotti e soluzioni, valutare il grado di soddisfazione del cliente.
Sfruttate tutti gli strumenti messi a disposizione dai social network e in particolare quelli di micro-blogging come le Note di Facebook e Linkedln Pulse.


6) STORYTELLING PER IL BRAND 
Raccontare il brand, coinvolgendo così potremmo definire lo storytelling per il brand.
Racconta la storia e l’evoluzione del brand, i valori e i prodotti dell’azienda.
Lo storytelling può presentare in modo diverso un prodotto, arricchendolo di emozioni, immergendolo nella vita dei clienti.

Un esempio celebre di storytelling applicato al brand? Apple! Apple ha iniziato a raccontare con storie i suoi prodotti degli inizi della sua attività. La Apple non spinge schede prodotti, caratteristiche, vantaggi e soluzioni performanti. No, punta sulle emozioni, sui sentimenti che circondano i suoi prodotti.

Per farvi un'idea guardate lo spot per il Natale 2013 Misunderstood.

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7) RACCONTARE IL BRAND CON INSTAGRAM E PINTEREST
Parliamo di un ramo del storytelling, il visual storytelling, il racconto per immagini.
E gli strumenti migliori per raccontare il brand per immagini sono Instagram e Pinterest.

Attraverso Instagram le aziende possono fare branding, raccontandosi attraverso le immagini e le emozioni che suscitano negli utenti, potenziali clienti e clienti.
Immagini di qualità da utilizzare per creare percorsi tematici, per presentare in modo diverso, coinvolgente ed emotivo un catalogo.

Come ha fatto il ristorante Comodo. Il ristorante newyorchese è stato uno dei primi a sperimentare l'Instagram menu, che offre ai clienti la possibilità di guardare sullo smartphone i piatti del menù, commentati dagli altri utenti, prima di ordinare.

Per una scelta consapevole si, ma soprattutto che diverte e coinvolge. Comodo ha semplicemente cavalcato l'onda del #foodporn, il trend di postare su Instagram le immagini di piatti e cibo.
Comodo nel fare questo però ha raccontato se stesso e i propri piatti (prodotti), coinvolgendo gli utenti che da allora non mancano di postare su Instagram una foto del piatto quando mangiano da Comodo (generando buzz).

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Pinterest non solo permette di pubblicare immagini, ma consente agli utenti di interagire: si re-pinnano (salvano) le immagini di altre bacheche nelle nostre, si possono commentare e mettere Mi Piace.

Le aziende possono utilizzare Pinterest per raccontarsi tramite le bacheche. Ad esempio potete creare bacheche tematiche che raffigurino i valori e le caratteristiche dei prodotti (e non raccogliendovi le immagini dei prodotti stessi).

Un esempio è l'azienda Muller Italia che con la bacheca Dream Away ha voluto raccontare per immagini il prodotto "Muller Mix" associandovi l'idea della ricerca del piacere attraverso il viaggio con i sensi, e non solo.



8) E-MAIL MARKETING

Anche attraverso l'email marketing e le newsletter il brand può comunicare la sua identità e immagine. In primo luogo può comunicare in modo diretto e personalizzato con il cliente, trasmettendo la sensazione di vicinanza, di esserci.
Non comunicate solo offerte e promozioni, ma informate i vostri clienti circa gli aggiornamenti, le novità, i progetti futuri del marchio.

Umanizzate l'azienda e raccontante cosa avviene in azienda: open day, eventi, premi, riconoscimenti, traguardi raggiunti e partnership virtuose.



9) MONITORARE LA BRAND REPUTATION
Mentre create la vostra brand identity e lavorate per fare branding occorre monitorare la brand reputation, la reputazione online dell'azienda.

Essa si identifica sostanzialmente nella positività o negatività delle opinioni e giudizi dei propri clienti e degli utenti. Esistono molti tool a pagamento e gratuiti per tenere sotto controllo la reputazione online ed essi si basano sulla ricerca e analisi delle conversazioni, opinioni e documenti diffusi in rete sull'azienda, prodotto e servizio, procedendo ad una valutazione del Sentiment.


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Fonte: reputationradar.it


10) PARTECIPATE A PROGETTI NO PROFIT

Un buon modo per rafforzare i valori dell’azienda e la loro percezione è investire in senso umano, in solidarietà e no-profit. Qui non solo entrano in gioco strategie, ma una questione etica che può anch’essa caratterizzare l’identità dell’azienda.
Supportare o farsi portavoce di cause che hanno caratteristiche e valori simili a quelle dell’azienda rafforza i valori stessi dell'azienda. 




BONUS - "Casi di successo nel personal branding"
Uno dei modi migliori per imparare a fare personal branding è studiare casi di successo.
Tutti conoscete, o avete almeno sentito parlare, di Clio, o meglio di Clio Make Up.

Clio è riuscita ad emergere grazie alla sua bravura, supportata da una buone dose di personal branding.

Ha sfruttato il canale YouTube per farsi conoscere con i suoi famosi tutorial fino ad arrivare in televisione.

Nina Mufleh è una ragazza di San Francisco che voleva lavorare per Airbnb, il portale che fa incontrare domanda e offerta tra chi ha una o più camere disponibili nella propria abitazione e turisti. Nina si candida per una posizione di lavoro aperta ma non riceve risposta.

Allora diventa manager di se stessa e apre un sito-curriculum vitae ma con qualcosa in più: indagini di mercato sul turismo mondiale e strategie per l'azienda. Nina inizia a promuovere il sito sui social network e contatta su Twitter il CEO di Airbnb, il quale rimane sbalordito dal lavoro di Nina.




2 commenti:

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